The Walt Disney Company

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CoolCaesar - CC BY-SA 4.0

1923-

United States

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impresa/azienda, cinema

Tradizionalmente nota come la casa d'animazione che ha maggiormente influenzato l'immaginario infantile di diverse generazioni di italiani, poco si è detto del ruolo di primo piano che italiani e italoamericani hanno avuto nella creazione dell’immaginario disneyiano del dopoguerra.

Dietro idee, personaggi, voci e immagini che consacrarono internazionalmente gli studi Disney c'è l'inventiva e l'expertise di numerosi talenti originari o provenienti dall'Italia che, a volte ispirandosi esplicitamente all'esperienza del Bel Paese, hanno contribuito al processo di ammodernamento dell'animazione americana del dopoguerra e agli scambi transculturali fra vecchio e nuovo continente.

La cantante Adriana Caselotti (nominata leggenda Disney nel 1994) diede la voce, fra le altre, al personaggio di Biancaneve (1954) mentre la collega Mary Costa a quello della principessa Aurora in Sleeping Beauty (1959). L'illustratore Aurelio Battaglia lavorò ai film Dumbo (1941) e Fantasia (1940), in particolare alla celebre scena degli “elefanti rosa”, e co-sceneggiò Pinocchio (1940). Fra le figure maggiormente di spicco ricordiamo il regista e animatore Clito "Clyde" Geronimi (originario di Chiavenna, in provincia di Sondrio) che diresse i più importanti film Disney del dopoguerra fra cui Cenerentola (1950), Peter Pan (1953), Sleeping Beauty e One Hundred and One Dalmatians (1961), ideando scene internazionalmente iconiche come quella del "tea party" in Alice in the Wonderland (1951) e la scena dello "spaghetti kiss” al ristorante italoamericano di The Lady and the Tramp (1955)

Riguardo ai personaggi Disney, l'illustratore italiano Al Taliaferro è stato il responsabile dello sviluppo dello stile e la personalità di Donald Duck nella striscia a fumetti a lui dedicata dal 1938 al 1960 (inserendo numerosi “inside jokes”). Anche Romano Scarpa, fra i più grandi illustratori italiani in America, è l’ideatore di numerosi personaggi Disney (Brigitta, Trudy, ecc.) e nel dopoguerra lavorerà in stretta collaborazione con Floyd Gottfredson e Carl Barks ammodernando le storie di Paperino e Zio Paperone conferendole un taglio giallo e maggiormente avventuroso (un lavoror che verrà ereditato negli anni Ottanta/Novanta da un altro italoamericano, Don Rosa).

Negli anni Sessanta sarà al contrario il fumetto nero italiano come Diabolik a ispirare la nascita di Paperinik (1969), alter-ego supereroistico di Donald Duck, ideato dai caporedattori di Topolino Elisa Penna e Guido Martina e disegnato da Giovan Battista Carpi che entra a pieno diritto fra i personaggi (e le storyline) dell'universo Disney. Esportato in America solo negli anni Duemila col nome di "Duck Avenger" o "Phantom Duck", il personaggio in un certo senso aveva anticipato l'interesse di Disney Company verso l'universo dei supererori e il mercato dei giovani adulti che si concretizzerà con l'acquisizione dei Marvel Studios nel 2009.

Da ricordare inoltre il ruolo svolto dal banchiere italoamericano Amadeo Giannini, fondatore della Bank Of Italy nel 1928, che produsse i primi cortometraggi di Topolino e fu capofila del consorzio che finanziò il primo lungometraggio a colori Disney Snow White and the Seven Dwarfs (1937), mettendo in contatto negli anni successivi la casa di produzione con Bill Hewlett e David Packard per l'introduzione dell'innovativo "oscillatore audio" nella sonorizzazione dei film d'animazione.

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Fonti

Marco Spagnoli, Walt Disney e l'Italia - una storia d'amore, 2014.

Dall'unghia di Kalì all'ultimo Balabù - l'arte di Romano Scarpa il più grande artista Disney italiano, Esposizione presso "Wow Spazio Fumetto - Museo del Fumetto", dell'Illustrazione e dell'Immagine Animata, Milano, 16/01-13/03/2016.

Fantasy World: Italian Americans in Animation, Esposizione presso "IAMLA - Italian American Museum of Los Angeles", Los Angeles, 02/06/2019– 16/02/2020. 
 

Author Giuseppe Gatti