Postwar Italian Cinema

Pubblico Dominio

1945-1965

Italy

scenario
categoria
media
tag
cinema

Italian Film Export

Distributor

Sorelle Fontana

Fashion Designer

Federico Fellini

director

Sophia Loren

actress

Per "Postwar Italian Cinema" negli studi di cinema statunitensi si intende la produzione cinematografica italiana compresa fra il 1945 e il 1965. Il periodo comprende i due principali filoni della produzione italiana del dopoguerra, il neorealismo di Rossellini, De Sica e Visconti degli anni Cinquanta e il cinema d'autore di Fellini, Antonioni, Pasolini e Wertmuller degli anni Sessanta. Ma all'interno di questo periodo si possono annoverare anche altri generi e autori che hanno reso celebre il cinema italiano nell'America del dopoguerra: la commedia all'italiana di Germi, Risi, Monicelli; lo spaghetti western di Leone e Corbucci; e il così detto cinema "vernacolare" di autori meno celebrati dall'Academy come Bava, Fulci e Margheriti.

Il cinema italiano del dopoguerra è rappresentativo della modernizzazione di usi, costumi e poetiche dell'Italia post-fascista che - proprio attraverso il cinema - verrà raccontata e recepita negli Stati Uniti attraverso particolari temi ed estetiche. Il connubio fra paesaggio architettonico e spazio sentimentale, la forma aperta del racconto, l'artigianale eccellenza delle forme di produzione, la convivenza fra arcaicità e modernità, popolarismo e glamour, nonché la proposizione di modelli innovativi di divismo transnazionale, sono le caratteristiche principali sviluppate dal cinema italiano che lo hanno reso un vero e proprio mediatore culturale nell'America del dopoguerra.

Ulteriori "ambasciatori/trici" del cinema italiano del dopoguerra sono, oltre agli autori già citati, anche produttori come Ponti, De Laurentiis, Rizzoli; divi/e come Loren, Mastroianni, Cardinale e Brazzi, insieme a maestranze, designer e autori come Flaiano, Amidei, Gherardi, Rota, e studi di moda come Ferragamo e Fontana. Dopo i virtuosismi tecnici introdotti dal kolossal italiano Cabiria (Pastrone, 1914), il lavoro concertato di queste figure riafferma negli States l'idea che l'Italia sia alle prese con un nuovo rinascimento artistico e sociale in grado di produrre innovazione e modelli d'eccellenza per i tempi a venire.      

Nel 1951 grazie a un accordo fra ANICA e l'American Motion Picture Export Association, l'esportazione dei film italiani in America viene sensibilmente incrementata (saranno circa 220 nel quinquennio 1951-55). A questo accordo si aggiunge il lavoro di alcune case americane specializzate nella distribuzione di film europei (come la Mayer-Burstyn che distribuirà Roma Città Aperta di Rossellini), ma anche di agenzie come Astor (responsabile della distribuzione de La dolce vita di Fellini) che opera un'efficace strategia di pre-vendita delle pellicole italiane nelle sale ancor prima che i film vengano proiettato negli States. Come riporta Bondanella, a proposito dei film prodotti fra il 1945 e il 1953: "molti erano apprezzati più all'estero che a casa", mentre il minore ma significativo mercato dell'export italiano in America riesce a far breccia fra i critici, gli universitari e il pubblico cosmopolita grazie anche al lavoro dell'Italian Film Export (1951-57), società di doppiaggio e distribuzione dei film italiani in America fondata dall'imprenditore Renato Gualino.   

Il circuito dei cineclub assicura inoltre una diffusione capillare anche fra i piccoli centri e le comunità giovanili, grazie alla riproposizione in forma d'essai dei capolavori degli anni Cinquanta e Sessanta che sarà di ispirazione per i registi della New Hollywood ma anche di autori postclassici come Spike Lee e Quentin Tarantino.

Inoltre, grazie alla reiterata presenza di prodotti e icone del Made In Italy (abiti, bevande, veicoli, architetture, paesaggi, ecc.)questi film operano dei “transiti emozionali”, innescando ancora oggi nel pubblico americano dei veri e propri "viaggi interiori" ogniqualvolta questi stessi scenari e prodotti vengono evocati in altri contesti mediali (riviste, pubblicità, show televisivi, romanzi, film d'animazione, spettacoli dal vivo, ecc.). Non a caso brand internazionali come Campari, organizzano le loro campagne pubblicitarie attorno all'immaginario felliniano della dolce vita, mentre con l'avvento dell'home video, i così detti registi della "dolce morte" (Bava, Fulci, Argento, Margheriti) vengono riscoperti e ridistribuiti nel mercato giovanile americano.     

Vettori collegati

It Started in Naples

film

Italian Film Export

Distributor

Marcello Mastroianni

actor

Federico Fellini

director

Cineritz

producer

La Dolce Vita

film

Media gallery

Fonti

Forgacs, David, Italian Culture in the Industrial Era 1880-1980 (Manchester: Manchester University Press, 1990)

Dalle Vacche, Angela, The Body in the Mirror: Shapes of History in Italian Cinema (Princeton: Princeton University Press, 1991)

Monticelli, Simona, ‘Italian Post-War Cinema and Neo-Realism’, in J. Hill and P. Gibson (eds), World Cinema: Critical Approaches (Oxford: Oxford University Press, 2000), pp. 71-76

Author Giuseppe Gatti