Academy Awards

premio cinematografico

Pubblico dominio

1945-1975

United States

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istituzione/ente, cinema

Sophia Loren

actress

Federico Fellini

director

Popolarmente conosciuto come "Premio Oscar", l'Academy Award è il più prestigioso e ambito premio del cinema assegnato dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Hollywood. Dal 1929 l'organizzazione, costituita principalmente da esponenti dello studio system statunitensi, celebra il lavoro e la carriera dei maggiori esponenti del cinema internazionale. La cinematografia italiana è stata una presenza costante agli Oscar, portando all'attenzione del pubblico americano film e autori del dopoguerra italiano, certificando l'eccellenza di produttori e maestranze made in italy e siglando alcuni record ancora oggi imbattuti.

È proprio dal dopoguerra infatti che presenza degli italiani alla cerimonia degli Oscar aumenta fino a divenire costante. Fra il 1948 e il 1975 i film prodotti o co-prodotti in Italia hanno registrato ben 17 candidature al miglior film straniero, 10 delle quali sono state vincitrici: Sciuscià (De Sica, 1948), Ladri di biciclette (De Sica, 1950), Le mura di Malapaga (Clément, 1951), La strada (Fellini, 1957), Le notti di Cabiria (1958), 8 e 1/2 (Fellini, 1963), Ieri, Oggi e Domani (De Sica, 1965), Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Petri, 1971), Il giardino dei Finzi Contini (De Sica, 1972) e Amarcord (Fellini, 1975).

Candidato 12 volte agli Oscar, Federico Fellini è ancora oggi l'unico regista ad aver conquistato ben quattro statuette per il miglior film, mentre nel 1977 Lina Wertmüller è stata la prima regista donna in assoluto ad essere candidata all'Oscar per la miglior regia con Seven Beauties (Pasqualino Settebellezze, 1975).

Con i suoi riconoscimenti, l'Academy ha certamente contribuito ad amplificare il mito di Cinecittà e delle sue maestranze. Dal dopoguerra fino alla prima metà degli anni Settanta, le nomination a italiani e italo-americani per i migliori costumi (costume design) e scenografie (production design) sono una presenza pressoché costante.    

Piero Gherardi è fra le figure più distintive, conquistando due Oscar e due nomination rispettivamente per i costumi e le scenografie de La dolce vita e 8 1/2, a cui si aggiunge un'altra nomination per le scene di Romeo and Juliet (Zeffirelli, 1961). Ma sarà proprio col film di Zeffirelli, che Danilo Donati vincerà il primo Oscar per il costume design, a cui seguirà quello per Fellini's Casanova (Fellini, 1977). Il costumista Vittorio Nino Novarese vincerà 2 Oscar: il primo per i costumi di Cleopatra (Mankievitz, 1963) - nello stesso anno in cui anche Piero Tosi è candidato per quelli de Il Gattopardo - e poi per Cromwell (Huges, 1970), mentre nel 1965 riceve una doppia nomination per The Greatest Story Ever Told (Stevens, 1965) e The Agony and the Ecstasy (Reed, 1965). Milena Canonero vincerà il primo Oscar nel 1975 per i costumi di Barry Lyndon (Kubrick), proseguendo la sua carriera con altre 6 nomination e un secondo Oscar. Pur senza vincere la statuetta, altri maestri dei costumi e delle scene ricevono numerose nomination: Dario Simoni (3), Lorenzo Mangiardino (2), Piero Tosi (2). Da segnalare anche la nomination all'arredatore di scena Arrigo Bresci per It Started in Naples (Schavelson, 1961) co-produzione italo-americana ambientata nella pittoresco contesto della costiera amalfitana, e la doppia nomination a Emanuele Luzzati per i cortometraggi animati La gazza ladra (1965) e Pulcinella (1973).   

Gli Oscar sono stati anche il palcoscenico per celebrare il ruolo del divismo italiano in America e certificare l'eccellenza internazionale delle maestranze italiane. Nel 1955 Anna Magnani fu la prima attrice non di lingua anglofona a ottenere l'Oscar come miglior attrice nel film americano La rosa tatuata (Mann) al quale seguì una candidatura per il suo ruolo in Selvaggio è il vento (Cukor, 1957). Nel 1962 è la volta di Sophia Loren che vinse il premio per la sua interpretazione ne La ciociara (De Sica, 1960), primo Oscar assegnato ad un'attrice in un film non in lingua inglese, che ricevette una nomination anche per Matrimonio all'italiana (De Sica, 1962). Pur essendo il più apprezzato attore italiano negli States, Marcello Mastroianni non ottiene nessuna statuetta sebbene venga candidato tre volte con  Divorzio all'italiana (Germi, 1963), per Una giornata particolare (Scola, 1977) e per Oci ciornie (Michalkov, 1988). Divorzio all'italiana viene comunque premiato per la miglior sceneggiatura originale assegnata a Pietro Germi, Elio De Concini e Alfredo Giannetti.

Va inoltre ricordato il premio Oscar a Nino Rota per la colonna sonora de Il Padrino. Parte II (Coppola, 1974) e il premio per il contributo speciale a Carlo Rambaldi per gli effetti visivi di King Kong (Guillerim, 1976).

I premi e le candidature agli Oscar sono stati anche il palcoscenico per decretare il successo internazionale dei registi italoamericani della new hollywood come Frank Capra (3 Oscar), Martin Scorsese e Francis Ford Coppola che con Il Padrino (1972) propone un inedita visione dell'italianità arcaica che, al pari di quella moderna e felliniana, rimarrà presente nell'immaginario collettivo statunitense. Più in generale, l'Academy ha riconosciuto il valore di importanti autori del cinema italiano e italoamericano assegnando diversi premi alla carriera fra ricordiamo quello a Federico Fellini nel 1990, e più recentemente quelli a Ennio Morricone (2007), Lina Wermuller (2020).         

Vettori collegati

8 & 1/2

film

It Started in Naples

film

La Dolce Vita

film

Marcello Mastroianni

actor

Sophia Loren

actress

Federico Fellini

director

Cinecittà Studios

Fonti

Bizio S. (2002), Gli italiani di Hollywood: il cinema italiano agli Academy Awards, Roma: Gremese.

Author Giuseppe Gatti