Roman Holyday

film

Pubblico dominio

1953

Rome, Italy

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media
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cinema

Cinecittà Studios

Ispirato alla fuga d'amore in Italia fra la principessa Margaret d'Inghilterra e il colonnello britannico Peter Townsend, il film racconta l'incontro fra una principessa in fuga e un giornalista americano che tenta di approfittarsi di lei in una storia che rilegge al contrario la favola di Cenerentola. William Wyler, già impegnato a Cinecittà nel kolossal Ben-Hur (1959), racconta una Roma in bilico fra folklore popolare e modernità, ieraticità monumentale e frenesia sociale, avviando negli Stati Uniti il racconto di un Italia moderna e romantica che proseguirà con produzioni americane a Roma come Three Coins in a Fountain (Tre soldi nella fontana, Negulesco, 1954) e Roman Adventure (Daves, 1962), verrà rilanciato in chiave autoriale con La dolce vita (1960) di Federico Fellini e in epoca contemporanea da To Rome With Love (2012) di Woody Allen.   

Il film, prodotto dalla Paramount Picture al costo di 1,5 milioni di dollari e girato interamente fra il centro di Roma e gli studi di Cinecittà nell'estate 1952, vince tre premi Oscar e riceve altre sette candidature (fra cui per la miglior regia). Uscito nelle sale statunitensi nell'agosto 1953, Roman Holiday registra un notevole successo di critica e pubblico, ricevendo una copertura nelle principali testate americane e incassando in tutto il mondo circa 12 milioni di dollari.

Fra le sequenze più celebri, quella della visita alla Bocca della Verità (dove Peck si cimenta nel rito dell'inserimento della mano, fingendo di perderla) e la gita in Vespa fra le strade del centro di Roma.

Vacanze romane afferma Haudrey Hepurn come attrice e icona della moda internazionale. Grazie alle foto di scena curate dall'italiano Augusto di Giovanni e al sodalizio con lo Studio Fontana, l'immagine di Hepurn si legò a quella dell'Italia moderna. Scrive di lei la rivista Photoplay nel 1953: "Magnificent Misfit: Cal hereby declares a "Roman Holiday" to shout the praise of this charming picture. It isn't 3-D, wide screen, or in Technicolor, but now we know why every Hollywood star was so curious about Audrey Hepburn! So help us, several studios snubbed this new cinema enchantress because she lacks classic beauty and her teeth aren't perfectly shaped. Director William Wyler was merely searching for talent and, oh brother, he really found it!".

Il film consacrò inoltre la fama internazionale della Vespa Piaggio. L'immagine di Audrey Hepurn e Gregory Peck a bordo del modello Vespa 125cc mod. 51 mentre corrono fra le strade del centro di Roma è ancora oggi un'immagine iconica dello stile di vita moderno tipico dell'Italia. 

Vettori collegati

Cinecittà Studios

Fonti

Mary Ann McDonald, Carolan, The Transatlantic Gaze: Italian Cinema, American Film, New York: Suny Press, 2014.

Peter, Bondanella, The Italian Cinema Book, New York: Palgrave MacMillan, 2014.

Emiliano, Morreale, I film della dolce vita. Cinema d'autore degli anni Sessanta, Roma: Dino Audino, 2021.

Author Giuseppe Gatti