Vogue US

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Vogue US, 15.03.1054. Cover (from Vogue US Archive)

1892-oggi

New York

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Bettina Ballard

giornalista

Vogue, magazine americano di moda e lifestyle, viene fondato a New York nel 1892 ed è tutt’ora considerato una delle più influenti e prestigiose riviste del settore. Nata come pubblicazione settimanale, diviene dapprima bisettimanale e successivamente mensile negli anni ’70, mantenendo, pur nelle trasformazioni dovute al susseguirsi delle diverse linee editoriali, la capacità di interpretare e influenzare la cultura e lo stile di vita americano.

Le riviste di moda, fin dal dopoguerra, possono essere considerate uno dei principali canali e strumenti di trasmissione dell’identità e della moda italiana ai consumatori americani. In particolare, Bettina Ballard, Vogue Fashion editor a partire dagli anni ’50, è stata figura centrale nel riconoscere le peculiarità dello stile italiano, intessere relazioni e contatti con l’Italia – a partire dalle relazioni con l’imprenditore fiorentino Gian Battista Giorgini - ed accrescerne l’interesse da parte di buyer e consumer. 

Vogue US, offrendo una costante e puntuale prospettiva delle inclinazioni americane verso la moda italiana ha posto, fin dai primi articoli, particolare attenzione a tre elementi che diventeranno, nei decenni successivi, tema di incontro e relazione tra le due culture: il casual wear, l’alta qualità dei tessuti e i costi competitivi delle collezioni, in particolare per quanto riguarda l’abito da sera. 
La copertura della moda italiana da parte della rivista è consistente sin dalla fine degli anni ’40: l’articolo “The Fine Italian Hand” di Marya Mannes pubblicato nel settembre del 1946 testimonia un esordiente interesse americano per i tessuti, i colori e le stampe italiane, a cui faranno seguito, a partire dall’articolo “From the Italian Collection, Casual Clothes” sulla seconda sfilata fiorentina organizzata da Giorgini nel 1951, una serie di riconoscimenti al sempre più identificabile stile delle boutique italiane, caratterizzate da un innovativo bilanciamento di sofisticatezza e informalità.
Vogue contribuisce alla definizione di uno “stile” della moda italiana, identificandone un carattere proprio e alternativo a quello della moda francese, e alla costruzione nell’immaginario americano di una moda “which fit America exactly” (1). La pubblicazione di fashion catalogue, modelli, reportage dalle principali città italiane, interviste alle più influenti personalità del mondo dell’aristocrazia, del cinema e della cultura, contribuiscono a consolidare il ruolo degli Stati Uniti come principale mercato di esportazione della moda-boutique italiana attivando quindi un processo di “concertazione” tra le esigenze del mercato e del consumo estero con le peculiarità produttive e stilistiche italiane e di integrazione di molti modelli, facilmente riproducibili, all’interno della produzione americana su vasta scala.
 

(1) Vogue US, “Italian Collection Notebook”, 5.9.52

Vettori collegati

Carmel Snow

Journalist

"Italian Collection Notebook"

VOGUE US. 1952, September 15

Bettina Ballard

giornalista

"From the Italian Collections, Casual clothes"

Vogue US. 1951, September 1

Fonti

Matthews David, Alison (2006). “Vogue’s New World: American Fashionability and the Politics of Style” in Fashion Theory. The Journal of Dress, Body & Culture 10.1/2, p. 13-39.
White, Nicola (2000). Reconstructing Italian Fashion. America and the Development of the Italian Fashion Industry. Oxford: Bloomsbury.

Author Alessandra Spagnoli