“La collezione italiana del Museum of Modern Art di New York”

article, Domus

1950

Museum of Modern Art, New York, USA

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In una sequenza di tre articoli – apparsi su tre numeri consecutivi di Domus, tra luglio e ottobre del 1950 – Gio Ponti presenta le più importanti opere d’arte moderna italiana conservate presso il Museum of Modern Art di New York. 
Questa rassegna è il risultato di uno scambio tra quelli che all’epoca erano il direttore della rivista e il direttore del MoMA, Alfred Barr. Il primo, in un numero precedente (234, marzo 1949), aveva pubblicato una recensione del volume Paintings and Sculptures in the New York Museum of Modern Art, sostenendo che “L’apprezzamento che facciamo anzitutto, non per fatuo nazionalismo, ma per convinzione culturale della validità dei valori italiani in una documentazione mondiale dell’arte moderna, è l’indispensabilità che il Museo completi la sua importante collezione di opere italiane. Un Modigliani e due de Chirico, non sono sufficienti e rappresentano se mai, nella vita dell’uno e nell’opera scelta dell’altro, ancora due italiani fuori d’Italia”. A questa sollecitazione Barr aveva risposto inviando a Ponti le fotografie delle sculture, pitture e disegni della collezione italiana del museo, invitandolo a considerare quanto era stato fatto per colmare le lacune segnalate. Nel 1950 quindi Ponti dedica alcune riflessioni sul modo in cui il MoMA ha consolidato “l’attenzione informativa culturale e critica sull’arte moderna italiana”, e ha reso la collezione “storicamente più ‘adeguata’ ai valori della nostra pittura di quanto non sia avvenuto in Italia, dove risultano in ritardo nel riconoscere alcuni termini”.
“La ‘collezione italiana’ del Museum of Modern Art ha una sua struttura storicista completa: la prima parte […] è dedicata al futurismo (1910-1915)” – che a New York è ampiamente documentato grazie a “una eccellente posizione patrimoniale”. La seconda parte è dedicata al periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale – anche se, come affermato dallo stesso Barr, “per una rappresentazione della pittura e scultura italiana proporzionale ai valori creativi di quell’epoca e delle generazioni che la vissero e la nutrirono”, la documentazione del MoMa di questo periodo dell’arte moderna italiana è ancora in via di formazione. La terza parte è dedicata all’arte del dopoguerra, e in particolare è “intitolata da Barr agli artisti sotto i cinquant’anni”; di questa parte della collezione si registra la difficoltà nel selezionare le opere (rispetto a quelle di artisti più anziani di cui si sia già stabilizzata la reputazione”) e probabilmente qualche dubbio.

Vettori collegati

Alfred Barr

historian, first director of MoMA

Gio Ponti

The Museum of Modern Art

museum

Fonti

Ponti. Gio. “La collezioni italiana del Museum of Modern Art di New York.” Domus, no. 248-249 (JulY/August 1950): 42–45.

Ponti. Gio. “La collezioni italiana del Museum of Modern Art di New York.” Domus, no. 250 (September 1950): 59–64.

Ponti. Gio. “La collezioni italiana del Museum of Modern Art di New York.” Domus, no. 251 (October 1950): 51–54.

Author Elena Montanari